TORINO – SALONE DEL LIBRO, PREMIO “VITALIANO BRANCATI”

Sono stata invitata all’apertura del “Salone del libro di Torino” per ricevere un premio dall’associazione Vitaliano Brancati e intervenire all’inaugurazione dello stand degli editori di Sicilia, nello spazio istituzionale della Regione Siciliana.
Sono qui, pur non ricoprendo più l’incarico di assessore ai Beni Culturali, nella veste di promotrice della presenza della Sicilia in questo straordinario expo internazionale del libro e, in questa occasione, ho avuto l’onore di ricevere il Premio Speciale Vitaliano Brancati “per l’impegno nel campo della politica e della cultura regionale siciliana”, che mi è stato consegnato nell’ambito del Premio Internazionale di Giornalismo “Vitaliano Brancati”, assegnato quest’anno a quattro grandi personalità della stampa italiana, Bruno Bernardi, Darwin Pastorin, Giovanni Rossi, Salvatore Tropea. Mi piace ricevere un premio intitolato ad un grande siciliano, Vitaliano Brancati, con il quale ho la fortuna di condividere la terra natale (è nato a Pachino) e l’Università nella quale si è formato, Catania, nella quale normalmente lavoro e che ho temporaneamente abbandonato per l’avventura in politica. Sono entrata da poco tempo nel mondo della politica e il mio impegno, fino agli inizi del 2013, è stato prevalentemente civico e ambientalista.
Tra i passi di Brancati che amo vorrei citare una breve ma celebre frase tratta da Paolo il Caldo: “L’avvenire non è un probabile dono del cielo, ma è reale, legato al presente come una sbarra di ferro, immersa nel buio, alla sua punta illuminata”. È un principio, io credo, che chiunque voglia fare buona politica – chi “lotta” per fare buona politica – deve tenere presente. Vitaliano Bancati la propose nel clima – tanto diverso dal nostro – dell’Italia degli anni Cinquanta, quando i rapidi progressi economici, sia pure non omogenei (e penso soprattutto alla Sicilia) si accompagnavano a un rinnovato interesse per il futuro, la crescita, lo sviluppo. Oggi viviamo tempi altri: il futuro-promessa sembra essersi trasformato, come in ogni crisi, in futuro-minaccia; e tuttavia quanto più è lontano quel tempo, tanto più diversa e più prudente è la nostra idea di sviluppo, tanto più è vera e attuale la frase di Brancati: il compito della buona politica è sempre quello di mettere a fuoco quanto meglio possibile quella “punta illuminata” alla quale saldare il nostro futuro.

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