Sulla “tradizione siciliana” di spostare opere d’arte

Perfettamente in sintonia con Vittorio Sgarbi!
La memoria è labile, in pochi ricorderanno che avremmo potuto avere in Sicilia mostre già concordate con il Museo di Cleveland, Mart di Rovereto e British Museum, accordi abbandonati dopo la fine del mio mandato da assessore regionale BBCC per privilegiare scelte più clientelari e provinciali. “Ci saremmo potuti risparmiare nel frattempo quel fiume di improperi e lamentazioni (domanda canonica: perché in Sicilia non c’è una politica culturale di tipo europeo?) che sfocia abitualmente nel mare della retorica culturale.
Chi non lo ricorderà sicuramente sarà l’attuale assessore BBCC, Carlo Vermiglio, che sta recuperando “l’antica tradizione siciliana” di spostare opere d’arte da un museo all’altro all’interno della Sicilia”. Esempi eclatanti: Testa di Ade, nota anche come Barbablù di Morgantina (Museo di Aidone) e l’Annunciazione di Antonello da Messina (Palazzo Bellomo a Siracusa). Entra in questa logica la richiesta, avallata dall’Assessorato Regionale, di portare al G7 di Taormina anche Il Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio (Chiesa di Santa Lucia alla Badia a Siracusa), fortunatamente abortita. Niente paura arriverà a Taormina da Genova l’Ecce Homo di Caravaggio, a conferma di come sia ristretto l’orizzonte dell’attuale governance dei beni culturali in Sicilia! Che senso hanno queste mostre di pezzi unici? Perché non portarli direttamente in modo itinerante negli alberghi dei Grandi della
Terra? “Anni e anni di incertezza decisionale e di vuoto istituzionale alla Regione Siciliana pesano sulla calendarizzazione degli eventi e sulla valutazione dei progetti; bisogna sempre chiedersi se un progetto espositivo sia di alta qualità e non improvvisato.” (da “L’eradicazione degli artropodi. La politica dei beni culturali in Sicilia”, Edipuglia, pp. 203-204).

L’intervento di Vittorio Sgarbi

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