LA DEA DI MORGANTINA E L’ARITMETICA CULTURALE

«Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato». Se rispondi come Albert Einstein ad un giornalista che ti chiede i numeri, il minimo che ti possa succedere è di beccarti l’accusa di depistaggio e politichese. Numeri, interessano solo i numeri ai giornalisti perché, snocciolando una serie infinita di numeri, si possono esercitare nella loro passione preferita, l’aritmetica culturale che, con le sue quattro operazioni – addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione – consente di colpire il lettore e di renderlo dipendente come da una droga. «Se fosse vanitosa, la stupenda Dea di Morgantina chiederebbe di lasciare subito Aidone, sui monti Erei, in mezzo alla Sicilia, per tornarsene al Museo Paul Getty di Malibu, dov’era fino al 2010 riverita da un numero immensamente più grande di ammiratori». Così Gian Antonio Stella nel febbraio del 2013 commentava il vistoso calo di attenzione e di visitatori nel Museo di Aidone, nel territorio di Enna.
Ma chi ci assicura che i fruitori del Getty accorrevano numerosi al museo solo per vedere la Dea? C’è stato un calo nei dati della fruizione del museo dopo la partenza della statua? I numeri gentilmente forniti da Julie Jaskol, Assistant Director, addetta alle relazioni con i media del Getty Museum, vanno nella direzione di un aumento delle presenze a partire dal 2011, che registra 460.791 visitatori in un anno, per passare ai 504.060 del 2012, 491.613 del 2013, 459.099 del 2014 e infine 445.083 nel 2015; solo gli ultimi due anni indicano una lieve flessione e non potremo certamente imputarla all’assenza della Dea, che ha già messo da tempo le radici ad Aidone.
Un punto fermo è che nei più grandi musei europei le sale che espongono i reperti di età greca e romana sono sempre le meno visitate, quelle che puoi girare liberamente e senza ingorghi, quelle dove i gruppi passano velocemente e si fermano poco. Quindi, come facciamo a certificare le cifre prodotte da un’addizione, i numeri dei visitatori, e incrociarle con una divisione, i numeri delle sale? Non possiamo continuare a chiederci quanti visitatori abbia un museo siciliano, tra l’altro difficile da raggiungere per evidenti problemi infrastrutturali, e scandalizzarci perché non ha gli stessi ingressi del Louvre. Se anche concentrassimo le nostre opere in pochi musei, come è stato recentemente proposto, rischieremmo di fare tanti piccoli Louvre di serie B, depauperando la forza attrattiva del resto del territorio. Raggiungere Aidone non è semplice, come non è semplice raggiungere moltissimi altri splendidi luoghi della Sicilia e del mondo. Tuttavia Aidone, il suo magnifico museo e lo straordinario sito di Morgantina distano poco più di 10 km in linea d’aria e di 20 km dalla Villa del Casale di Piazza Armerina, che è uno dei complessi archeologici più noti e visitati d’Italia, e sulla cui collocazione non si registrano le stesse lamentele”.

(da “L’eradicazione degli artropodi. La politica dei beni culturali in Sicilia”, cap. III, pp. 73-75).

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