Concentrare le risorse sulla manutenzione del patrimonio culturale

PERCHE’ E’ BENE CONCENTRARE LE RISORSE SULLA MANUTENZIONE DEL NOSTRO PATRIMONIO CULTURALE?
“A differenza di chi crede che «sia una ben ingenua illusione» pensare che la questione si risolva «solo aumentando i fondi per il restauro dei monumenti e per il funzionamento dei musei», credo che irrorare le superfici secche delle nostre statue e dei nostri monumenti, inariditi dall’incuria e dal disinteresse di decenni, con una fonte generosa e benevola sarebbe il segno vero di un nuovo corso.
E lo sarebbe ancora di più se considerassimo che il consolidamento strutturale, il restauro conservativo e la riqualificazione funzionale dei musei non fanno più parte delle linee guida della programmazione dei fondi UE 2014-2020 e che andrebbero affrontati con i fondi statali e regionali. Forse già questo permetterebbe di fare chiarezza a fronte del solito fiume di retorica sui beni culturali che quotidianamente viene versato sui giornali e di stoppare chiunque, se interpellato, demandasse ai fondi comunitari interventi sul patrimonio culturale non previsti dal programma europeo”.
“In Sicilia, quando vedete una torre che crolla, un castello federiciano che smotta verso il mare, un palazzo cadente e un’area archeologica che si sbriciola anno dopo anno, ricordatevi del 776016 che non è il numero per chiamare “Save the Monuments” o i caschi blu dell’ONU ma è il capitolo che i deputati che avete votato “si dimenticano” di ricaricare ogni anno. Spese per la tutela, la custodia, la manutenzione, la conservazione ed il restauro dei beni monumentali, naturalistici e ambientali, volgarmente detto “Capitolo delle Somme Urgenze”, sul quale si avventano famelici molti onorevoli durante la discussione della legge di bilancio. Si parte da 2 milioni di richiesta iniziale per arrivare progressivamente alla metà, se non all’azzeramento completo. «Ma allora per che cosa combattiamo?». Avrei dovuto forse pronunciare eroicamente in Aula, come hanno fatto in tanti negli ultimi anni, la risposta che Winston Churchill diede ai generali che avevano proposto di tagliare proprio i fondi della cultura per rafforzare la difesa dell’Inghilterra durante la Seconda Guerra Mondiale? Meglio non averlo fatto, tanto più che con tutta probabilità la frase non è stata pronunciata ma è diventata virale e vive una stagione di grande successo, rimbalzando nei principali discorsi a sostegno delle ragioni dell’investimento in cultura”.
da “L’eradicazione degli artropodi. La politica dei beni culturali in Sicilia”, pp. 159-161, 293-294.

Morte a Santa Croce

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