Archimede, arte e scienza dell’invenzione

A meno di due secoli dalla morte di Archimede, Cicerone lamentava la dimenticanza da parte della sua città natale, Siracusa, che vantava un passato glorioso, e  si premurava di valorizzarne la tomba , inconsapevole che i secoli successivi avrebbero condannato città e cittadino più geniale alla sorte comune dell’oblio . E tutto questo mentre la  scienza  progrediva, radicando  alcuni dei  principi cardine per la moderna ricerca nel campo della matematica e della fisica nelle teorie di Archimede, tramandati da una tradizione manoscritta frammentata e lacunosa.

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Oggi, la memoria di Archimede a Siracusa sta risorgendo sull’onda, insieme, di una riscoperta – soprattutto locale – del valore identitario del patrimonio storico e della valorizzazione – ormai diffusa nel sentire comune – del sapere scientifico e tecnico. Finalmente affrancate da una concezione eccessivamente idealistica della cultura, che ne penalizzava il ruolo sia nelle discipline didattiche che nella visione filosofica dell’uomo, scienza e tecnica assumono con forza, nel mondo moderno, un posto centrale sia nella formazione dell’individuo che nel processo attraverso cui egli struttura il suo rapporto con il mondo circostante in tutte le sue forme.

Archimede, straordinaria figura di scienziato completo e polivalente, in cui l’interesse per i rami del sapere scientifico si indirizza verso le più svariate e ingegnose applicazioni tecnologiche, non è dunque soltanto una figura del passato di cui è doveroso riscoprire la luce del genio e custodire la memoria, ma rappresenta forse l’archetipo di un nuovo e moderno umanesimo, che si adatterebbe tranquillamente alle nostre generazioni 2.0.

Già da qualche tempo a Siracusa si stanno realizzando, per iniziativa spontanea, manifestazioni e percorsi espositivi centrati su Archimede: dai due parchi a lui dedicati (l’Arkimedeion e il Tecnoparco) all’adesione delle scuole della città al π-day, a cicli di conferenze a carattere divulgativo, al progetto di monumenti che ne inseriscano il segno concreto nel tessuto urbano. Archimede è riuscito a coniugare, per la prima volta, la coscienza civile e l’orgoglio dell’appartenenza, che si raccolgono intorno alla figura di un grande concittadino di cui si scopre, anche emotivamente, la dimensione sovratemporale e la grande attualità. Non è un caso che ad Archimede siano legate quelle istanze di rinnovamento e cambiamento che la società civile rivendica ormai da tempo.

In adesione a questo sentire, e nella piena condivisione dei fini scientifici e divulgativi della mostra, l’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana è lieto di partecipare alla sua realizzazione attraverso l’opera del Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” che a Siracusa raccoglie, fra le sue ricchissime collezioni, le testimonianze materiali della città quale essa era al tempo in cui Archimede, da semplice cittadino,  vi camminava, assorto nei suoi ragionamenti, frequentava la  corte di Jerone II, scriveva i suoi trattati, sorvegliava nel porto la costruzione dell’immensa Syrakosia, progettava – poco prima della sua morte – le geniali ma inutili difese dall’ attacco che avrebbe messo fine per sempre all’indipendenza di Siracusa greca.

 

 

 

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