L’assessorato “favorisce la cultura digitale”

Ho entusiasticamente appoggiato sin dall’inizio l’iniziativa di partecipazione digitale alla cultura di #invasionidigitali. Sono rimasta affascinata dall’idea di una rete di eventi nazionali, nati dal basso e rivolti alla diffusione e valorizzazione del nostro patrimonio artistico-culturale attraverso l’utilizzo di internet e dei social media. E ho pensato che la Sicilia, col suo immenso patrimonio culturale, potesse cogliere questa occasione come un segno di svecchiamento.
Articolo QdS invasionidigitali
Quando il 2 aprile 2013 è stata lanciata la piattaforma www.invasionidigitali.it con i rispettivi profili su Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest, i musei e le istituzioni aderenti e disposti a farsi “invadere” digitalmente in tutta Italia erano 5, fra cui il Museo Diocesano di Catania.
L’adesione, dal 2 al 18 aprile, è stata vertiginosa. A questo proposito, mi piace citare le parole di una blogger che ha così descritto la progressione delle invasioni sulla mappa di Google:
Sembra proprio che l’Italia sia malata. Cosparsa di bolle rosse, infetta da un virus virtuale che si sta espandendo velocemente. Il bacillo si chiama #invasionidigitali, e si propaga attraverso Twitter, Facebook, Instagram e Pinterest. […] I punti rossi nella mappa corrispondono agli invasori digitali, che proprio come le camicie scarlatte dei Garibaldini, sono pronti a marciare sull’ Italia. Ma vengono in pace.”

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Quando mi è stato chiesto il patrocinio ufficiale (link al decreto) da parte dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Sicilia alle 34 #invasionidigitali realizzate in Sicilia (di cui 5 a Catania, 4 a Palermo, 3 a Siracusa e così via), non ho avuto dubbi nel voler appoggiare l’iniziativa, dando così un segnale forte di rottura rispetto al passato.
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Alcune delle #invasionidigitali, organizzate come #Siciliainvasa, hanno interessato direttamente parchi e aree archeologiche (Teatro greco-romano di Catania, Aree archeologiche di Tindari, Patti e Morgantina, parco di Santa Maria La Vetere a Militello) e musei di proprietà regionale (Museo Archeologico di Ragusa), apertisi per la prima volta a iniziative di comunicazione e valorizzazione del proprio patrimonio culturale attraverso il contributo dei social media e dei visitatori.
#invasioniregionali

Ho voluto, anzi, presenziare all’#invasionedigitale organizzata al Museo Diocesano di Catania il 25 aprile (Intervento assessore Mariarita Sgarlata presentazione mostra “Oleg Supereco – Nel segno del sacro”).

Alla fine delle #invasionidigitali, i report pubblicati dagli organizzatori hanno evidenziato l’enorme successo dell’iniziativa, la cui viralità è stata impressionante. Al motto di #LiberiamoLaCultura e #LaCulturaSiamoNoi, gli #InvasoriDigitali italiani si sono davvero trasformati in #AmbasciatoriDigitaliDiCultura, di una cultura libera e condivisa.
Per #Siciliainvasa le #invasionidigitali effettuate sono state 34, con 25 report riportati nell’infografica finale. Solo per fornire qualche numero sulle #invasioniorganizzate in Sicilia:
– 2001 sono stati i partecipanti alle 34 #invasionidigitali siciliane;
– 2800 opere fotografate (su un totale di poco più di 10000 per tutte le invasioni organizzate in Italia);
– 216 check in su Foursquare;
– 574 foto presenti sulle 34 board di Pinterest, 136 delle quali col tag #siciliainvasa;
– 131 foto col tag #siciliainvasa su Instagram che hanno ricevuto ben 2172 apprezzamenti.
Visto il suo successo, sono fermamente convinta che #invasionidigitali abbia corrisposto pienamente al bisogno della gente di approcciarsi in modo nuovo al proprio patrimonio culturale e alle istituzioni. Altrettanto, ritengo che queste iniziative, nate dal basso, servano da “pungolo” alle istituzioni per un generale ripensamento delle proprie politiche culturali che siano più al passo coi tempi.
Credo che quella del 2013 debba considerarsi come la prima di una serie di edizioni delle #invasioni.
In qualità di Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana ho voluto che la Sicilia non mancasse a questo appello, garantendo il mio patrocinio ufficiale, e sono già pronta ad appoggiare le edizioni che verranno, consapevole di quanta visibilità si riesca a dare al nostro patrimonio grazie alle piattaforme sociali condivise e partecipate.

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